Il mare offre il pescato delle paranze di marine che si susseguono su un litorale pressoché incontaminato: Acciaroli, Agropoli, Santa Maria e San Marco di Castellabate. Si trovano aragoste, saraghi, orate e altre specie ittiche pregiate, pesci per zuppe quali scorfani, cuocci , polpetti o o per ricche fritture di alici, morzella, fragaglie, merluzzetti.

 

 Pesce di paranza

frittura_di_paranza Esperti pescatori di Agropoli, Acciaroli e Castellabate con queste reti a strascico recuperano gamberi, polpi e minutaglia, un insieme di piccoli pesci di qualità varie, in dialetto “mazzamma”, da mangiare fritti. La frittura di paranza si trova in tutti i ristoranti sul mare e generalmente è freschissima.

 

 

 

 

 

 

Alici di Menaica

alici2La tecnica di pesca per queste alici è antichissima, risale addirittura ai tempi della Magna Grecia. Sopravvive grazie all’impegno di pochi pescatori di Marina di Pisciotta che di notte con un limitato numero di barche ( sette o otto) si dedicano a questo tipo di pesca. Queste barche dette menaidi sono dei piccoli gozzi che fino a poco tempo fa andavano solo a remi. Il loro nome si deve ad una caratteristica ed antica rete da pesca detta appunto “menaica” che ha la particolarità di essere a maglie strette. Le alici catturate si incastrano nei fori della menaica e perdono il sangue. Ciò che le caratterizza così fortemente è proprio il dissanguamento in acqua. Il periodo di pesca va da aprile a luglio ed è necessario che il mare sia calmo per permettere ai pescatori di fare 3 o 4 calate in assoluto silenzio per non spaventare i pesci.

La localizzazione dei banchi è affidata esclusivamente all’esperienza dei pescatori che, prima di decidere dove e a che profondità calare le reti, devono tenere in considerazione vari fattori come il tempo, l’ora, il vento, le correnti perfino la posizione del sole, della luna e di alcune stelle. Le reti vengono issate sulla barca a forza di braccia e le alici tolte una ad una dalle maglie. Ai pesci viene immediatamente tolta la testa, per questo si chiamano anche alici scapate e vengono subito ripuliti dalle interiora e riposti in cassette di legno senza uso di ghiaccio o altri refrigeranti. Una volta arrivate in porto di primo mattino, le alici si lavorano subito e dopo il lavaggio in salamoia sono deposte, alternate a strati di sale grosso, in vasi di terracotta smaltata, detti terzigni, chiusi da un tappo di legno chiamato tembagno, tenuto pressato da sassi pesanti. La stagionatura, di almeno tre mesi, avviene nei magazzeni, locali freschi e umidi dove un tempo si ricoveravano le barche. Tutto questo procedimento fa si che si ottenga un prodotto veramente unico e siccome ha una produzione limitata è reperibile solo presso i pescatori stessi ed anche per questo motivo che è consigliata una visita in questi incantevoli luoghi.