Quelle colline formano le ultime pendici dei monti del Cilento, e son tutte coperte di ulivi, di fichi, di viti.”
Cosimo De Giorgi, 1882

Cis Alentum: al di là dell’Alento, il fiume che in tempi lontani segnava il confine di una regione della Campania rimasta per secoli dimenticata. Il suo territorio impervio ne rese infatti sempre difficilissimo l’accesso e l’attraversamento. E se oggi alcune località del Cilento sono diventate famose e frequentate destinazioni balneari, come Palinuro e Marina di Camerota, c’è ancora un tratto di costa cilentana bellissimo e solitario, che presenta pochi approdi, e le cui strade interne sono un groviglio di curve.
Il parco nazionale del Cilento e vallo di Diano istituito nel 1991, occupa 181.048 ettari distribuiti tra 81 comuni della Campania. Dal 1997 il parco è stato inserito nel programma Mab, la rete mondiale istituita dall’Unesco riguardante le Riserve della Biosfera, per preservare l’equilibrio biologico tra uomo e ambiente. Inoltre, il parco e i siti archeologici di Velia e Paestum che vi sono compresi, nel 1998, sono entrati a far parte della lista del patrimonio mondiale dell’umanità. Il Cilento, una terra dai forti contrasti di bellezza incomparabile, affascina con le sue scogliere vertiginose che affondano nel mare cristallino, le spiagge candide, i piccoli borghi medioevali arroccati sulle colline, i paesaggi luminosi in una natura intatta. Una costa fra le più belle d’Italia: un centinaio di km di spiagge, scogliere modellate dal sole e dal vento, calette segrete, grotte misteriose.