“In quel mentre, mentre passiamo di fianco a Pisciotta, ci appare,penetrato nel mare, Palinuro, come uno squalo smisurato, cariato d’oro.” Eugenio Montale 1932

la finestrella sulla costa di PalinuroProtagonista è il mare, il “pelago” di Ulisse e di Enea: per viverlo, ci si imbarca al porticciolo per una personale Odissea lungo la costa: Appena usciti dall’insenatura sovrastata dalla torre del Fortino, si è quasi subito all’imbocco della grotta Azzurra, dai colori rifrangenti nelle tonalità turchesi. Giustamente famosa, la grotta vive il suo momento magico al pomeriggio, quando la luce filtrata gioca con i riflessi blu e azzurri dell’acqua profonda tra le stalattiti. Si doppia punta della Quaglia, dove il mare è profondo 50 metri. Le pareti di roccia diventano falesie striate di rosso ferruginoso con anfratti abitati da falchetti e gabbiani. E’ tutto un susseguirsi di anse e promontori: cala del  Ribalto, punta Jacco, cala San Salvatore, punta Spartivento, fino alla grotta d’Argento dove nel buio baluginano flash argentati tra acqua e scure pareti. Poi è la volta della grotta detta del Sangue per una grande chiazza rossastra affiorata dal ferro geologico del monte. Superato il bastione di punta Mammone si apre Calafetente, un nome che si spiega da sé: all’interno della grotta Sulfurea effluvi di zolfo ne indicano la natura vulcanica. Grotta dei Monaci, invece, cela stalagmiti che paiono fraticelli in processione. Alzando gli occhi, ecco l’Archetiello, una quinta rocciosa forata in alto da una finestra che inquadra il faro simile a un castello gotico. La costa si snoda ora tra punta della Galera sorvegliata dal rudere di torre Mozza, e la grotta delle Ciavole preceduta dallo scoglio del Coniglio . Avanti tutta sino all’incantevole cala del Buon Dormire . La foce del fiume Lambro è qui, seguita da lunghe spiagge dove ritaglia il suo antro cala delle Ossa, così chiamata per il ritrovamento di misteriose ossa paleolitiche di animali, e sovrastata dalla Molpa,  roccione naturale e castello diruto. E ancora: cala Longa, l’Arco naturale, la foce del fiume Mingardo, il lungo litorale di cala del Cefalo e cala Finocchiaro, paradisi dei bagnanti.Anche qui tante torri: Fenosa, d’Arconte e dell’Isola sono le meglio conservate.